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Come passare da una terrazza all’altra

Lo spazio era un elemento prezioso, più di oggi. Le colline e le montagne erano coltivate ovunque possibile. I terreni ripidi venivano trasformati in lingue di pianura con i muretti a secco.
Un’opera colossale che testimonia l’infinito ingegno dei liguri di un tempo nell’utilizzo delle pietre, anche nel creare percorsi all’interno dei terreni.

Collegare una terrazza all’altra con una rampa avrebbe occupato spazio e creato danni durante le piogge convogliando l’acqua.
Per mantenere i muretti a secco e facilitare lo spostamento nei terreni, gli ingegnosi liguri applicarono il modello delle scalette in pietra.
Nicola
scaletta in pietra nel muro a secco

scaletta in pietra in Liguria


Grandine come non l’avevamo mai vista

Il 24 luglio alle ore 14.56 una spaventosa grandinata ha bombardato l’Alta Valle Impero, colpendo al cuore una delle zone di massima produzione dell’oliva taggiasca.
Noi eravamo in azienda mentre palle di ghiaccio grandi come susine trituravano foglie e colture.

La grandinata eccezionale è durata circa 20 minuti e ha causato danni stimabili in una perdita di olive dal 40% al 60%.
Sappiamo che altre zone sono state gravemente danneggiate. Quanto alle nostre olive e a quelle dei vicini, una buona annata si è trasformata in un’annata difficile.
Nicola

Grandine gigante sulle olive

Grandine gigante

Danni da grandine nell'oliveto

Oliva danneggiata da grandine

Oliva danneggiata da grandine


L’Eredità dei Muretti a Secco

Si sa, le radici di piante e alberi trattengono il terreno, evitano che l’acqua lo eroda.
A parità di pendenza, è più facile che un appezzamento spoglio sia soggetto a frane e smottamenti rispetto a uno ricco di vegetazione.
Nel momento in cui i nostri avi, con infinito ingegno, hanno modificato i ripidi versanti delle montagne liguri, spogliandoli e rendendoli coltivabili grazie ai terrazzamenti si sono assunti una responsabilità: mantenere i muretti a secco nelle condizioni tali da evitare lo scivolamento a valle delle proprie terre.
La nostra scelta è quella di preservare l’opera gigantesca che abbiamo ereditato e ripristinare quanto è stato danneggiato dal tempo e dall’abbandono.
Non usando erbicidi possiamo contare sull’aiuto delle radici delle piante più piccole e, ogni anno, investiamo molto nel recupero dei muretti a secco crollati in passato o a causa delle forti piogge annuali.
Costruire un muretto a secco è un’arte che si tramanda, dalla scelta della singola pietra al suo preciso posizionamento.
Col nostro operato preserviamo il territorio e la tradizione.
Il muro crolla…
Muretto in pietra crollato
e noi lo ricostruiamo.
muro in pietra a secco ricostruito
Nicola


L’annata della buona volontà

Dopo una vigorosa potatura i nostri olivi hanno concentrato le proprie energie nel fruttificare: alle porte dell’estate, la produzione prometteva più che bene.
Come è stato più volte ribadito anche dai mezzi d’informazione, i sogni sono svaniti nel corso dei mesi caldi con un potente e duraturo attacco su scala nazionale della mosca olearia, favorita dalle temperature relativamente miti.
Altra probabile causa di tale assalto è stata la copiosa produzione dell’annata precedente, la cui raccolta si è protratta per parte del 2016, permettendo alla mosca di riprodursi rapidamente.
Nonostante aver preso le dovute precauzioni e mantenuto la copertura di caolino, una buona parte del raccolto è stata compromessa.
Il caolino è un’argilla naturale che, rivestendo foglie e frutti, confonde la mosca e crea una barriera fisica alle punture.
Per garantire ugualmente la qualità a cui sono abituati i nostri clienti, abbiamo atteso il passaggio del primo temporale per iniziare la raccolta: pioggia e vento hanno fatto distaccare le olive danneggiate, creando una selezione naturale.
Il processo nel frantoio è stato rapido e seguito con massima cura, come sempre.
Nonostante le avversità siamo così riusciti a produrre bene.
Insomma, l’annata olearia 2016/2017 è stata all’insegna del “poco ma buono”.
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I costi sostenuti insieme alla produzione limitata necessiterebbero di un aumento di prezzo impegnativo. Abbiamo invece deciso un incremento che val dal 5% al 6% per aiutarci a sostenere la nostra azienda biologica senza scoraggiare chi già ci conosce e apprezza.
Nicola


Meglio le lucciole del diserbante

Alcune considerazioni sugli effetti derivanti dall’utilizzo del diserbante.

Hai mai visto un terreno con l’erba secca, rossastra, abbattuta ma non tagliata?
Molto probabilmente è stato trattato col diserbante.

Economicamente sembrerebbe la soluzione ideale contro le piante spontanee e infestanti.
L’erbicida semplifica molto la gestione dell’oliveto, evitando l’altrimenti necessario sfalcio meccanico e mantenendo pulito l’ambiente di lavoro.
Il concime viene consumato interamente dagli alberi.
La riduzione degli insetti impollinatori non arreca danni alla fecondazione: i fiori dell’olivo, piccoli, bianchi e privi di profumo, si affidano al vento per trasportare il polline.

Nel breve periodo l’eradicazione chimica delle “erbacce” da grandi risultati.

Quali sono però le conseguenze nel lungo periodo?

Noi pensiamo che, oltre all’immissione nella terra e nelle eventuali falde acquifere di elementi potenzialmente nocivi, ci siano ulteriori effetti negativi dati da un sistematico utilizzo di erbicidi:

  • Si espone il terreno al dilavamento. Si indebolisce il già fragile e ripido suolo della Liguria di Ponente. Più frane, più manutenzione, meno bellezza.
  • Si distrugge un habitat e si sfrattano i suoi abitanti. Addio al miele di tarassaco, al finocchietto selvatico, alle lucciole.

Lucciole tra gli olivi in campagna di notte, foto in lunga esposizione

  • Oltre agli impollinatori si cacciano anche insetti predatori di parassiti dell’olivo. Probabilmente non vi fossero i nemici dei nemici dell’olio di qualità, i produttori sarebbero costretti ad aumentare ancora le dosi di pesticidi.
  • Toccando un anello, il resto della catena alimentare viene a smontarsi. Niente insetto, niente uccello che lo mangia e così via.

Pensiamo seriamente che l’utilizzo sistematico dei diserbanti vada ridotto anche da parte di chi non segue il metodo biologico. Ha un impatto difficilmente giustificabile.

Ps la foto dell’articolo l’ho fatta in una tiepida sera di giugno 2016, tempo di esposizione 45 secondi. Quelle in foto sono le tracce luminose, ciascuna disegnata da una singola lucciola.
Nicola


6 ottobre 2015 – l’inizio di una nuova annata!


Il terreno accanto alla borgata Stevi a San Bartolomeo al Mare, Liguria, non l’abbiamo mai raccolto: la vicinanza col mare e le temperature miti hanno sempre favorito la mosca a discapito della qualità.
La scorsa estate, però, è stata troppo calda anche per la Bactrocera oleae (che brutto nome!) così le olive ad un passo dal mare sono cresciute sane.
Carpe diem, eccoci il 6 ottobre ad incominciare l’annata olearia 2015/2016, mai così presto!
Un vero piacere poter già sentire la fragranza della pasta che si prepara nelle gramole per l’estrazione ed il piccante mai troppo amaro dell’olio appena fatto! 
Il giorno 8 ottobre sarò alla bottega alimentare Local Bra col mio amico Corrado Agnese per una degustazione in anteprima.
Nicola


L’infinito ingegno dei Liguri con le pietre

Più la montagna era ripida, più l’acqua scorreva rapida, più affioravano le rocce e meno spazio c’era per coltivare.
Accadeva così che l’ingegno dei vecchi di Liguria si affinasse, portandoli ad ideare soluzioni architettoniche veramente curiose e sorprendenti.

Dai canali idrici nascosti nei muri a secco agli archi tra le rocce…con un solo materiale a disposizione: pietre raccolte e spaccate in loco.
Non è un caso se l’olivicoltura ligure è detta “eroica”.
Nicola
muri a secco in Liguria


Annata olearia finita!

Con la fine del 2014 anche l’annata olearia è giunta al termine. Un’annata difficile, a causa della scarsa produzione unita all’intensa presenza della mosca olearia, favorita dalle temperature fresche della passata estate. Abbiamo lottato, imbiancato -col caolino- gli alberi per riuscire a ottenere comunque il nostro amato olio extra vergine biologico.
Poiché la quantità prodotta è modesta e i costi sostenuti per garantire la qualità elevati, siamo costretti ad aumentare leggermente i prezzi dell’olio.
Nicola

muro a secco azienda agricola biologica Liguria


Giro virtuale nella Cappella

Per farvi camminare tra alberi e muretti a secco che si susseguono sulle ripide colline, sto creando un percorso virtuale con le foto sferiche di Google. Lo aggiorno ogni volta che ho un minuto: mi fermo, faccio la foto e la pubblico su Google Maps. Può capitare così che in una foto gli alberi siano in versione invernale, appena potati o avvolti tra i fiori di primavera!
Buona passeggiata per l’oliveto detto “la Cappella”, disposto proprio sopra al nostro frantoio, deposito e imbottigliamento. Siete in Italia, Liguria, Riviera dei Fiori, provincia di Imperian, alta Valle Impero -detta Valle del Maro-, nel comune di Aurigo!

Ecco il link!


“E pàne nu sun üive…”

E pàne nu sun üive,
e üive nu sun sôdi

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Questo proverbio ligure si può tradurre così: “le mignole (fiori dell’olivo) non sono olive, le olive non son soldi.”

Come dire, ora abbiamo gli alberi carichi di fiori. Speriamo facciano tante olive (l’impollinazione avviene col vento), che le olive siano belle e sane (vi ricordo che non utilizziamo prodotti di sintesi per combattere la mosca olearia) e che voi possiate gustare tanto buon olio extra vergine di oliva taggiasca Tèra de Prie 🙂

Nicola


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