Km 0

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I nostri oliveti sono a 300/400 metri sul livello del mare, lungo la Valle del Maro, provincia di Imperia.
Siamo una piccola azienda agricola a conduzione familiare e godiamo di una filiera cortissima: il frantoio è in posizione baricentrica, nel cuore dell’oliveto tradizionalmente chiamato “Cappella”. Possiamo raccogliere le olive, caricarle sul trattore e frangerle immediatamente.
Il nostro frantoio interno non viene contaminato con altri oli: conosce solo le nostre olive taggiasche biologice.

Data l’altitudine, le olive abitualmente raggiungono una maturazione adeguata nei primi giorni di novembre, salvo annate particolarmente calde.

prepariamo la campagna alla raccolta, stendendo le reti. Ad Aurigo, in Liguria
Stendiamo le reti.
posizioniamo le reti sotto agli alberi d'olivo per la raccolta, in Liguria
campagna coperta di reti, oliveto pronto alla raccolta, in Liguria
Bacchiamo, ovvero “tiriamo giù” le olive dagli alberi con utensili moderni
raccolta olive con abbacchiatore elettrico
che hanno sostituito la tradizionale “trappa” o “trapelìn”, una pertica con cui “pettinare” le fronde cariche di olive.
abbacchiatura olive in Liguria con metodo tradizionale
olive taggiasche abbacchiatura tradizionale cono bastone
olive taggiasche sulle reti in LiguriaEntro 24 ore raccogliamo le olive in ceste
pulizia olive taggiasche nei mucchi sulle reti
olive raccolte nelle casse da due quarte
e le portiamo subito al nostro frantoio per la pulizia con la “chitarra” che separa le olive da rami e foglie soffiandoli via.
chitarra pulizia olive taggiaschepulizia delle olive alla chitarra
Le olive pulite vengono divise per dimensione: le più grandi finiscono in salamoia mentre le più piccole, prive di polpa, vengono rimosse.
Per tutte le altre inizia la produzione dell’olio nel nostro frantoio, divisa in frangitura (rottura delle olive), gramolatura (per estrarre l’olio dalla pasta) e separazione dell’olio dalla sansa.
assaggio dell'olio appena esce dal frantoio, Liguria, Aurigo
Appena esce l’olio è verde intenso e pizzica tantissimo. Il pizzicore è dato dai polifenoli, antiossidanti che mantengono l’olio e fanno bene anche a noi.
Se ci venite a trovare nel periodo della raccolta, portatevi un pezzo di pane per l’assaggio!
Terminata la “spremitura” puliamo a fondo l’intero frantoio. Non è solo questione di igiene: l’olio può facilmente essere contaminato da altri odori.
Ultimo passaggio, non meno importante: mettiamo l’olio nelle bottiglie in ceramica che lo proteggono dalla luce e continuano, idealmente, il legame con la terra.
Bottiglia in ceramica da 0,75 litri


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